Del Chervò pensavo molto meglio…
Adesso vi faccio morire d’invidia: sto giocando a golf come un pazzo. Anche quattro, cinque volte a settimana. E per questo tiratemi pure le orecchie, ve lo concedo, se ultimamente ho di conseguenza un po’ trascurato questo blog. Non lo farò più. Lo giuro. Anche se i giuramenti ormai ai giorni nostri valgono meno di un due di spade con briscola a danari. Il cavalier Berlusconi docet. O mi sbaglio? Spergiuri a parte, ho giocato al Paradiso del Garda (Peschiera), a Frassanelle (Padova), a Venezia (sempre il numero uno) e persino – udite udite! – a Ca’ della Nave (Martellago). Ovviamente a Villa Condulmer (il mio circolo) e, scollinando oltre i confini del Veneto, sono stato in Lombardia, all’Albenza (Bergamo) e al Chervò (San Vigilio-Pozzolengo, Brescia) e due volte in Friuli, a Fagagna (Udine), sempre nella mia hit parade del Triveneto. Praticamente, finito il campionato di calcio e ora pure quello di basket, queste sono le mie vacanze che, se vanno bene alla mia terribile consorte, la mitica Tigre, non vedo perchè dovrebbero schifare voi, golfisti gelosi? E così in pochi giorni ho perso tre o quattro chili di troppo, mi sono abbronzato al punto da far paura a un moro e ho persino vinto una Pro Am a Frassanelle con Lele Lattanzi. Che volete di più? Lo so bene io cosa adesso vorreste da me: come minimo un voto sui campi sui quali ho recentemente sparacchiato a vuoto il driver. Mica sono scemo. Ho già tanta gente che mi guarda storto, cominciando da Valsanzibio (Padova), [Read more →]
Aspettando col cuore in gola i risultati di Margara, e cioè dell’ultima giornata del campionato della Pga italiana, tifando ovviamente per
Ci eravamo lasciati prima dell’ultimo giro di Margara, provincia d’Alessandria, dove quattro anni fa ho vinto anche un titolo italiano. Di cosa? Il primo degli ubriaconi molesti? No, il primo dei giornalisti di golf seniores. Dopo 54 buche Alessandro Tadini precedeva di tre colpi Emanuele Canonica, Massimo Scarpa e Lele Lattanzi, leader nel primo giorno del Pga italiano. Ebbene ieri Tadini si è presentato al tee di partenza delle Fubine di buzzo buono e con gli dei del golf a favore: quattro birdie nelle prime sei buche e buonanotte suonatori, 269 colpi in totale (68 69 66 66) e meritatissimo titolo italiano nel carniere per il 34enne professionista di Borgomanero, provincia di Novara, insomma lì vicino. Al secondo posto un altro piemontese, Emanuele Canonica, a sette lunghezze (276) e al terzo il mio amico Lattanzi (277) che s’è fatto crescere il pizzetto da alpino e che ormai parla in bolognese. Anche se Lele è fiuggino doc, e ci tiene a dirlo, ma Dio solo sa i miracoli che riescono a fare le donne con gli uomini… Quinto Duncan Muscroft (281), lo scozzese che insegna alla Montecchia di Padova e non ha il bernoccolo solo per il golf, davanti al neo pro, il trevigiano Andrea Signor, e al venezianissimo Massimo Scarpa, sesti con 282 colpi conclusivi. Nono Costantino Rocca (284). Più indietro, ma non di molto, gli altri veneti: 10. Andrea Zanini (285), 14. Giorgio Grillo (288), 20. Francesco Parisella (292). Questo è tutto. Anche troppo rispetto a quello che offrirà tra due giorni, se vi andrà ancora bene, il copia-incolla del Gazzettino che del resto, come ripeteva sempre mio zio, è un giornale da leggere tutto d’un fiato in ascensore. E lui, buonanima, abitava al terzo piano.














