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Nick’s tips: l’approccio basso

Come promesso, oggi vi propongo un genere diverso di approccio, con una traiettoria più bassa nel volo della palla.  Capiamoci: anche se alla gente appare più spettacolare e bello il colpo descritto la settimana scorsa (l’approccio alto), quello descritto oggi è molto, ma molto più efficace in termini di risultato!! Non appena la situazione ve lo permette, non cercate di imbucare al volo il vostro approccio, visto che non state giocando a basket, e prendete invece in considerazione che il far rotolare la palla sulla superficie del green è più facile oltre che più redditizio in termini di score!

Set-up: notate innanzitutto come il set-up sia completamente diverso da quello presentato in occasione dell’approccio con la traiettoria alta: il busto e la schiena sono più vi-approccio-basso-1-129x150vi-approccio-basso-2sopra alla palla, posta in posizione arretrata sulla parte destra del corpo. Lo sterno è più a sinistra della palla e le mani sono in una posizione più avanzata rispetto alla stessa in modo da favorire una riduzione del loft del mio sand iron. Ovviamente il mio peso grava maggiormente sulla mia base d’appoggio di sinistra. Nella visione frontale ho voluto inoltre mettere in evidenza come il braccio sinistro sia perfettamente allineato con lo shaft.

  

Backswing: il mio backswing è decisamente più corto, infatti cerco di limitare al massimo la flessione dei polsi con questo genere di colpo. Il bastone ha viaggiato molto vicino vi-approccio-basso-3-140x150vi-approccio-basso-4alla target line attraverso una piccola azione delle mie spalle. In conseguenza del set-up che ho adottato, le mie spalle hanno ruotato su un piano verticale in modo da non alterare, durante lo swing, la posizione del mio corpo. Ritengo infatti l’azione poc’anzi descritta, uno degli errori più gravi.

 

Impatto e Finish: durante questa fase del colpo mi preoccupo di far ruotare il corpo mantenendo le mani ancora di fronte allo stesso, così da evitare qualsiasi chiusura della faccia del bastone che causerebbe un rotolio eccessivo della palla dopo l’impatto della stessa nel terreno. La faccia del bastone è ancora molto vicina al terreno, bassa. vi-approccio-basso-5-125x150vi-approccio-basso-6-150x150Desidero farvi notare inoltre che all’impatto della faccia del mio sand-wedge con la palla il mio polso sinistro è ancora davanti alla parte del club che vi ho descritto: molto spesso trovo infatti giocatori che ancor prima dell’impatto frenano l’azione del loro corpo facendo passare davanti la faccia del bastone rispetto al grip, annullando pertanto tutti gli effetti desiderati con l’azione descritta. Personalmente eseguo questo colpo molto più frequentemente rispetto a quello descritto la scorsa settimana: non appena la situazione lo permette, cioè  quando tra la mia palla e la buca non ci sono ostacoli particolari. Lo ritengo decisamente più facile e lo considero un ottimo sistema per realizzare i miei up&down che consentono di "non subire reti" prendendo a prestito la terminolgia calcistica.

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Nick’s tips: l’approccio alto

Buon 2009 a tutti i nostri lettori!! In attesa di poter tornare sul campo, ecco il mio primo consiglio settimanale di quest’anno. Nelle prossime due settimane  vi parlerò di due colpi fondamentali per riuscire a fare risultato anche quando lo swing non è al meglio e ci si richiede di recuperare attraverso l’abilità del proprio gioco corto.

Gli approcci, come vi suggerisce il vostro istinto, possono essere eseguiti con due diverse traiettorie (quella alta e quella bassa) ma fate tuttavia attenzione che non voglio riferirmi agli estremi noti con i termini di lob o pitching-run ma bensì a semplici approcci che vanno eseguiti da una distanza minima di 20 metri sino ad una massima di 50 metri dalla buca. Questi approcci possono essere giocati con una traiettoria alta oppure una bassa a seconda delle circostanze e dell’utilità pratica che solo l’esperienza vi farà capire: lascio a voi pertanto la scelta sull’uno o sull’altro colpo!

Set-up: la posizione del corpo di fronte alla palla è decisamente uno dei fondamentali imprescindibili nel gioco del golf e niente di più vero si può ripetere nel gioco corto.Come potete notare dalla posizione del mio corpo, per eseguire questo genere di colpo prima di tutto allontano lo sterno (noto anche come "swing center") dalla palla e pertanto assumo una posizione molto seduta sulle mie gambe. Adotto questo genere di set-up per favorire l’apertura del mio sand-wedge, basilare per ottenere una traiettoria alta, e così pure avere un angolo di discesa della testa del bastone verso la palla e rispetto al terreno, molto piatto. Le linee del corpo sono leggermente aperte e la mia colonna vertebrale e leggermente inclinata verso il lato destro del corpo in modo da riuscire a star dietro alla palla durante l’intero svolgimento del movimento, così da essere ancora più sicuro di ottenere quanto desidero

Backswing: visto che il colpo che devo eseguire è corto, anche il movimento del mio sistema è ridotto e pertanto le mie spalle affettuano una piccola azione rotatoria attraverso una stabile base di appoggio. Per quanto mi riguarda comunque, alla rotazione delle spalle attribuisco poca importanza ed invece cerco di mantenere il più a lungo possibile il bastone nella linea di tiro con la faccia aperta così come lo era in partenza. Ho alzato leggermente il mio braccio sinistro e così pure ho provveduto a flettere i miei polsi in modo da consentire un loro veloce scaricamento all’impatto con la palla e favorire un’azione con la faccia del bastone sempre aperta, requisito che ritengo basilare per eseguire questo colpo.

Finish: all’impatto con la palla, voglio essere sicuro di avere la faccia del bastone aperta e, pertanto, cerco di eseguire un follow-trough mantenendo il più a lungo possibile la stessa nella linea del bersaglio. Il mio finish rispecchia la posizione che aveva il corpo al set-up e pertanto la schiena è ancora leggermente inclinata verso il lato destro anche se ho cercato di passare il peso sul lato sinistro attraverso l’azione della parte bassa del mio sistema. Tutto ciò, come già descritto, per restare dietro alla palla durante l’azione che segue l’impatto con la stessa e favorire maggiormente la traiettoria alta del mio approccio. Le mani sono finite in una posizione alta, se consideriamo la limitatezza della distanza che dovevo ricoprire.

Due ultime racomandazioni mi sembrano doverose: visto che si tratta di un colpo la cui distanza è ridotta, cerco di eseguire l’intera azione con estrema delicatezza e fluidità in modo da ottenere un volo di palla lento e pertanto un immediato stop della stessa al suo impatto nelle vincinanze della buca. Infine gioco questo particolare tipo di colpo proprio quando le circostanze non permettono alternative, altrimenti mi affido a quello più semplice che tratterò la prossima settimana….

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