Entries Tagged as 'Consigli di Nick Bisazza'

La risposta al commento di Ronnie Giusti sul mio post del 27 novembre

 

niccolo-bisazza-150x150Ho ricevuto dall’amico Ronnie un commento al mio post del 27 novembre che trovate QUI ed in particolare sul fatto che “sia impossibile mantenere piegato il braccio sinistro e anzi il farlo dà  un grande aiuto in termini di ripetitività perchè,  mantenendo angoli fissi, è più facile riproporli poi all’impatto”. Esauriti i più sinceri ringraziamenti per l’osservazione, vi confesso che confrontarmi nel merito della meccanica dello swing mi ha sempre entusiasmato. Vorrei tuttavia precisare che parlando di golf-swing è secondo me difficile, se non inutile, suddividere gli argomenti in quelli destinati ai professionisti e quelli destinati ai dilettanti: non a caso anche nella Golf School del mio sito www.bisazzagolf.com, prestiamo la massima attenzione agli elementi che vengono da sempre riconosciuti come “fondamentali,” proprio perchè sono davvero gli unici che riescono a far riprodurre buoni colpi da golf, nel senso di colpi che vanno al bersaglio qualsiasi esso sia con ripetitività. Lo scopo del gioco d’altronde è proprio quello di tirare meno colpi possibili e non c’è dubbio che con la ripetitività e l’accuratezza dei propri colpi l’obiettivo è molto più facile da raggiungere. Il primo consiglio pertanto che mi permetto di dare a Ronnie ed a tutti i lettori è dunque quello di prestare con il proprio maestro di fiducia la massima attenzione ai fondamentali.  [Read more →]

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Al nostro golf serve un Tiger. E magari anche Belen Rodriguez

Datemi le mie mazze da golf, un po’ d’aria fresca e una bella ragazza. E potete anche tenervi le mazze e l’aria fresca. Carina, no? Stamattina ci ho Tailor James - Playboy Golf VIP Party
provato di nuovo. Con una bella ragazza? No, cosa avete capito? Ci ho provato di nuovo con il golf. L’aria era pure fresca. Anche troppo. E puttando mi sono anche infreddolito. Mezz’ora di lezione con Enrico Trentin. Il tempo per correggere il grip. Sì, l’impugnatura insomma. Tenevo il pitch troppo sul palmo della mano. E lo swing? Meglio lasciar perdere. Del resto, è da fine novembre che la mia sacca poltriva in cantina. Ho anche puttato e provato qualche chip. Il putter mi ha salvato la mattinata. E sarei andato volentieri anche in campo. Magari con quella bella ragazza che praticava. Ma i fairway erano inzuppati d’acqua. Sarà  per domani. O al massimo venerdì¨. Pioggia e il buon Dio permettendo. Le previsioni del tempo sono buone. Sole al nord, dicono e voglio crederci. Leggo che Francesco Molinari e Alessandro Tadini saranno impegnati da domani a Kuala Lumpur in Malesia. Chicco può far bene, gli avversari non sono impossibili, un milione e mezzo d’euro di montepremi sono pur sempre tre miliardi delle vecchie lire. Così  la Gazzetta dello sport avrà domenica qualcosa di meglio da scrivere delle solite storie trite e ritrite come il tesseramento libero per sfondare il muro dei centomila tesserati. Non discuto che il tesseramento libero, voluto e sostenuto da Franco [Read more →]

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Nick’s tips: un colpo deciso per i putt corti

Molto spesso succede di vedere giocatori sbagliare i loro putt corti a causa della ricerca di un movimento perfetto e troppo lungo con conseguenze disastrose per la precisione e la decisione del loro facile putt. Ne consegue una frustrazione immensa per aver giocato una buca perfetta fino a poco prima della sua conclusione non felice a causa di un corto e facile putt con esito negativo. Invece di eseguire un movimento così dispersivo come evidenziato nelle prime due fotografie, concentratevi in un’azione più ridotta e precisa soprattutto nel movimento indietro. Così facendo le probabilità di sbagliare il colpo sono ridotte drasticamente. Osservate infine come eseguendo un tale tipo di azione appena descritta, nel movimento in avanti l’avambraccio sinistro resta più in linea con lo shaft del vostro putt inibendo un qualsiasi cedimento del polso sinistro all’impatto con la palla che troppo di sovente è la causa di errati putt corti.Infine così facendo avrete la sensazione di essere assai decisi nel vostro colpo.

 

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Nick’s tips: braccio sinistro disteso e leggermente piegato all’apice del backswing

Di sovente constatiamo che molti golfisti sono preoccupati di mantenere il braccio sinistro sempre dritto durante l’intera esecuzione del movimento. Qualcuno addirittura chiede se lo stesso arto debba stare ben teso. La verità è che il braccio sinistro è una leva; molte persone credono pertanto che più lunga resta tale leva durante l’intero swing e maggiore sarà la velocità angolare che acquista la testa del bastone. Maggior velocità, maggior distanza. Il problema è che mantenendo il braccio sinistro il più dritto possibile, molti golfisti perdono in elasticità e fluidità dell’azione. Spesso osserviamo persone che per cercare di tenere l’arto superiore sinistro ben dritto, addirittura limitano la loro capacità di rotazione della parte superiore del corpo durante il backswing. Si consideri poi che con le braccia tese, belle rigide, risulta praticamente impossibile trasmettere completamente l’energia generata attraverso la rotazione del corpo alle braccia, da queste ultime alle mani e da queste alla testa del bastone: e ciò proprio a causa della tensione muscolare. Sarà pertanto vano l’intero sforzo effettuato per ottenere un tiro preciso ma allo stesso tempo lungo. Se è vero che il braccio sinistro deve assolutamente arrivare dritto all’impatto con la palla, si può tranquillamente parlare di distensione dello stesso all’apice del backswing.

 

 

Osservate nella foto a sinistra come il braccio sinistro è disteso all’apice del backswing: il che significa che lo stesso può ben stare piegato al contrario di quanto evidenziato qui di seguito viceversa nella fotografia di destra. In questa foto infatti il braccio sinistro è completamente in tensione e ciò ha limitato la possibilità di rotazione delle spalle durante la l’azione di carica a differenza di quella evidenziata sopra. Una tale rigidità derivata dall’aver cercato di mantenere il braccio sinistro il più dritto possibile o, peggio ancora, rigido, teso, comporta sicuramente un minor rilascio dell’energia all’impatto con la palla.

Sono pochi i giocatori che mantengono l’arto in questione completamente dritto: normalmente si tratta di giocatori che posseggono una notevole mobilità articolare e quindi possono permettersi la leva del braccio sinistro dritta perché comunque per loro ciò non sarà fonte di rigidità. Uno tra tutti? Ernie Els! Avete voi però una tale mobilità articolare? Potete permettervelo? Siete sicuri che tenendo il braccio sinistro dritto la vostra azione non subisca dei limiti? Rispondetevi sinceramente e considerate invece che un braccio sinistro disteso potrebbe aiutarvi a compiere un più efficace e facile swing.

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Una nuova rubrica di Venice Golf Experience: i consigli di Nick Bisazza

Entra da questa settimana nel team di Venice Golf Experience un nuovo autore, Niccolò Bisazza, maestro presso il Golf Club Venezia. Con cadenza settimanale si occuperà di fornire ai nostri lettori preziosi consigli tecnici su come migliorare la propria tecnica, completandoli di foto e filmati.

Se volete visitare poi anche il sito di Niccolò, trovate il link nella colonna di destra, tra i partner.

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Nick’s tips: durante lo swing NON ruotare le braccia

I movimenti principali che vanno eseguiti durante lo swing sono:

  1. il corpo gira
  2. le braccia vanno sù e giù

come evidenziato nelle figure qui a lato riportate.

Purtoppo questi due semplici movimenti che all’apparenza appaiono di facile esecuzione, per chi inizia a giocare non sono così elementari ed immediati. Molto spesso i giocatori alle prime armi infatti, tendono a far eseguire al corpo quello che dovrebbero eseguire le braccia: il corpo con i suoi segmenti corporei gira ma sale verso l’alto o scende verso il basso nel backswing stesso e la perdita di relazione con la palla è immediata.

 

Così pure accade di vedere giocatori che invece di ruotare il corpo eseguono l’azione descritta con le braccia e le mani perdendo la potenza derivante attraverso il corretto utilizzo della leva corporea. Questi giocatori sono convinti che così facendo riescono ad aprire e chiudere la faccia del bastone durante lo swing: la faccia del bastone invece non si apre e ne si chiude durante il movimento, mantiene sempre la stessa relazione che aveva con il corpo in posizione di address. Notate nelle foto a sinistra quanto limitata sia la rotazione dei diversi segmenti corporei e quanto enfatizzata invece è quella delle braccia e delle mani. Per evitare tutto ciò vi consiglio di praticare impugnando il bastone con la sola mano destra mettendo il dorso della sinistra dietro quello della destra come potete osservare nella ultime tre fotografie. Se l’esercizio vi appare complicato non perdetevi d’animo e utilizzate pure un tee per supportare la palla, i drill infatti non devono servire a farvi tirare immediatamente la palla lunga e dritta quanto a far comprendere al vostro gesto delle sensazioni diverse e migliori, più produttive ed efficaci per il vostro gioco. E’ veramente un ottimo esercizio, l’ho provato io stesso e paragonando l’azione qui a destra con quella errata di sopra, si può ben notare quanto meglio si sia mosso il corpo. Trovo comunque importante ripetervi che se il caso descritto è quello che fa per voi, continuate ad eseguire l’esercizio anche se inizialmente i vostri colpi non sono come quelli che desiderate. Si tratta solo di trovare la giusta coordinazione ed il drill avrà l’effetto voluto.

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Nick’s tips: l’approccio basso

Come promesso, oggi vi propongo un genere diverso di approccio, con una traiettoria più bassa nel volo della palla.  Capiamoci: anche se alla gente appare più spettacolare e bello il colpo descritto la settimana scorsa (l’approccio alto), quello descritto oggi è molto, ma molto più efficace in termini di risultato!! Non appena la situazione ve lo permette, non cercate di imbucare al volo il vostro approccio, visto che non state giocando a basket, e prendete invece in considerazione che il far rotolare la palla sulla superficie del green è più facile oltre che più redditizio in termini di score!

Set-up: notate innanzitutto come il set-up sia completamente diverso da quello presentato in occasione dell’approccio con la traiettoria alta: il busto e la schiena sono più vi-approccio-basso-1-129x150vi-approccio-basso-2sopra alla palla, posta in posizione arretrata sulla parte destra del corpo. Lo sterno è più a sinistra della palla e le mani sono in una posizione più avanzata rispetto alla stessa in modo da favorire una riduzione del loft del mio sand iron. Ovviamente il mio peso grava maggiormente sulla mia base d’appoggio di sinistra. Nella visione frontale ho voluto inoltre mettere in evidenza come il braccio sinistro sia perfettamente allineato con lo shaft.

  

Backswing: il mio backswing è decisamente più corto, infatti cerco di limitare al massimo la flessione dei polsi con questo genere di colpo. Il bastone ha viaggiato molto vicino vi-approccio-basso-3-140x150vi-approccio-basso-4alla target line attraverso una piccola azione delle mie spalle. In conseguenza del set-up che ho adottato, le mie spalle hanno ruotato su un piano verticale in modo da non alterare, durante lo swing, la posizione del mio corpo. Ritengo infatti l’azione poc’anzi descritta, uno degli errori più gravi.

 

Impatto e Finish: durante questa fase del colpo mi preoccupo di far ruotare il corpo mantenendo le mani ancora di fronte allo stesso, così da evitare qualsiasi chiusura della faccia del bastone che causerebbe un rotolio eccessivo della palla dopo l’impatto della stessa nel terreno. La faccia del bastone è ancora molto vicina al terreno, bassa. vi-approccio-basso-5-125x150vi-approccio-basso-6-150x150Desidero farvi notare inoltre che all’impatto della faccia del mio sand-wedge con la palla il mio polso sinistro è ancora davanti alla parte del club che vi ho descritto: molto spesso trovo infatti giocatori che ancor prima dell’impatto frenano l’azione del loro corpo facendo passare davanti la faccia del bastone rispetto al grip, annullando pertanto tutti gli effetti desiderati con l’azione descritta. Personalmente eseguo questo colpo molto più frequentemente rispetto a quello descritto la scorsa settimana: non appena la situazione lo permette, cioè  quando tra la mia palla e la buca non ci sono ostacoli particolari. Lo ritengo decisamente più facile e lo considero un ottimo sistema per realizzare i miei up&down che consentono di "non subire reti" prendendo a prestito la terminolgia calcistica.

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