Entries Tagged as 'Claudio Pea'

Farmer’s Cup 2008, una domenica di non solo golf

Le palline non ne vogliono più sapere di correre sul fairway. Anzi, s’impasticciano, s’infangano, s’infossano. Quando non si vanno a nascondere sotto le foglie morte. Il tempo è quello che è: a volte inclemente, spesso capriccioso. Del resto è già metà autunno. Le giornate s’accorciano di brutto e il buio coglie tutti presto di sorpresa.  Come la pioggia che, quando scende, per dirla alla Gianni Morandi, vien giù a secchi inzuppando sacche, mazze e guantino. Gli score sono quelli che sono, le virgole non si contano, le flappe nemmeno. Eppure il golfista non demorde, non s’arrende e coraggiosamente continua ad iscriversi alle gare del fine settimana neanche la stagione fosse ancora bella. La passione è passione, dicono e neanche le prime gelate (dietro l’angolo) riusciranno a fermarli. Succede così che la Egle, magnifica signora Scafa del club della Villa napoleonica che sorge tra le province di Venezia e Treviso, ha chiuso al mercoledì l’iscrizione alla Farmer’s Cup 2008 di domenica, terza e ultima tappa del primo torneo itinerante gererosamente promosso e stupendamente organizzato dalla Confagricoltura di Padova in collaborazione con quelle di Rovigo e Treviso. Doppie partenze, shot gun, ben sessantaquattro coppie al via delle 10.20, formula intrigante, come sono tutte le louisiane a coppie (stableford), due categorie, successo garantito, come l’hanno già avuto le prime due tappe che si sono disputate ad Albarella e Valsanzibio, e soprattutto non solo golf: durante la gara infatti si potrà sorseggiare mezzo bicchiere (non più, mi raccomando) di buon vino doc e assaggiare le specialità tipiche della nostra cucina e delle aziende produttrici venete nei punti ristoro disseminati lungo le diciotto buche. Insomma una simpatica festa (agreste) di golf alla quale nemmeno io ho saputo rinunciare. Giocherò con [Read more →]

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Il Paisà che per 91 buche ha fatto impazzire Tiger

Il 108esimo titolo Us Open Championship è stato assegnato alla prima extrabuca dei playoff, la sette del terribile Torrey Pines Club Course di La Jolla (San Diego, California), dopo che anche al termine del quinto giro Tiger Woods e Rocco Mediate avevano ancora tirato lo stesso numero di colpi. Ovvero non erano bastate Tiger Woods  PGA Golf Professional novanta buche per decidere il vincitore del secondo Major stagionale. Il numero uno al mondo contro il numero 156, l’ombroso Tiger contro il simpatico Paisà di chiare origini calabresi: un duello improbabile come era sembrato sin dall’inizio quando, alla prima buca del playoff mattutini, Tiger aveva subito ottenuto un comodo par, mentre Rocco s’era dovuto accontentare di un bogey strappato oltre tutto per il rotto della cuffia. E invece le cose non sono andate proprio così. Al contrario, il grande Woods ha tremato di fronte al nostro Paisà specie dopo che con tre birdie di fila, dalla 14 alla 16, Mediate aveva addirittura sopravvanzato Tiger di un colpo e creduto nel miracolo, ma alla diciotto, uno splendido par cinque di oltre 500 metri, il Re del golf centrava il green oltre lo specchio d’acqua col secondo tiro e chiudeva la buca con un magistrale birdie al quale l’indomito Paisà rispondeva aggrappandosi ad un par da brividi. S’andava allora alla prima extrabuca dei playoff di spareggio e qui il nostro caro vecchio Rocco doveva inevitabilmente arrendersi a Sua Maestà dopo aver sparato la prima pallina in bunker e la seconda in tribuna, approcciando male e fallendo il putt del par, ma un giorno potrà davvero raccontare ai (suoi) nipotini d’aver fatto impazzire per cinque giorni e per novantuno buche un certo Tiger Woods nell’Us Open di San Diego del 2008…

 

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Amo il golf perchè allunga la vita di cinque anni

Amo il golf. E non lo dico perchè fa bene alla testa e allo spirito come è facilmente (e felicemente) sperimentabile, ma perchè aiuta a vivere meglio migliorando il rapporto con se stessi e persino con gli altri. In pace insomma col mondo, tranne ovviamente con quella benedetta pallina butterata che se le inventa proprio tutte per View from the teenon entrare in buca. Però questo è tutto un altro paio di maniche. Negli ultimi tempi – lo ammetto e me ne scuso – ho un po’ trascurato i green (e pure i miei blog) col risultato scontatissimo di vedere peggiorato a vista d’occhio il mio carattere, oltre che ovviamente il mio gioco. Ma l’altro giorno ho letto un articolo di Mabel Bocchi che ha riacceso la mia grande passione per questo sport sino alla fine dei miei giorni. Lo giuro. Un amore eterno, senza limiti e confini, se è vero come è vero, e come pubblicato dallo Scandinavian Journal of Medicine & Science in Sports, che il golf allunga la vita. Anche di cinque anni. Evviva! Secondo infatti il Karolinska Instituted, che ha svolto un’indagine esplorativa su oltre mezzo milione di persone, la metà delle quali (fedeli) praticanti del golf, il tasso di morte dei golfisti è del 40 per cento più basso di quello di tutti gli altri esseri umani dello stesso sesso, età e status socio-economico. E allora sapete cosa faccio? Non ci penso più di un secondo e corro a giocare a golf. Dandovi appuntamento a domani per ulteriori chiarimenti o per rispondere alle vostre domande. Tanto domani piove che Dio la manda…

(foto di Attribution-ShareAlike License by Stephen Glause

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L’arcangelo Gabriele poker al Cancelletto d’oro

Il magnifico rampollo della corte veneziana degli Heinrich, l’arcangelo Gabriele, ha fatto poker vincendo per la quarta volta il Cancelletto d’oro che è, tra tutti gli Golden Gate Park Golf Course appuntamenti dell’anno in calendario a Villa Condulmer, il più tradizionale e importante, ma anche una delle passarelle più prestigiose di tutto il Triveneto a livello giovanile. Gabriele Heinrich, il drive che dà metri anche ai fratelli Molinari, pur con una (abbastanza) seria pubalgia al polso destro che gli avrebbe consigliato il riposo, ha voluto ugualmente partecipare alla gara del suo club alla quale tiene di più e nella quale aveva già primeggiato, giovanissimo, nel 2004 e ancora nel 2005 e nel 2007 fallendo solo l’edizione del Cancelletto 2006 quando dovette accontentarsi – si fa per dire – del secondo posto nella classifica assoluta ovviamente del lordo. Nella prossima primavera Heinrich non potrà più partecipare al Challenge Filippo Morellato di Villa Condulmer avendo per quel tempo raggiunto la maggiore età, ma il suo record di quattro successi su cinque partecipazioni nel Cancelletto d’oro rimarrà credo imbattuto se non nei secoli dei secoli, sicuramente nei prossimi quattro cinque lustri. Con 141 colpi, 70 il primo giorno, 71 il secondo, ovvero chiudendo meno 1 sul par del campo, Gabriele ha nettamente battuto Giulio Castagna di Lignano (150) e Edoardo Romanizzi Carducci del Parco di Roma (151). Più avvincente invece è il testa a testa finale tra Bianca Maria Fabrizio e Orsola Montini di Frassanelle che si è prolungato oltre le 36 buche di venerdì e sabato nei playoff della buca 10 (par tre) dove l’allieva di Villa Condulmer e pure lei del maestro Enrico Trentin ha avuto la meglio con 168 colpi

(foto di MEL1ST)

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Sogni di golf, un delizioso libello di J.Updike

"Golfisti. Animali con un guanto solo e scarpette coi rinforzi entrano sferragliando nello spogliatoio, in finto trionfo, maschi con le picche dei loro par ancora dritte fiatando un fuoco fasullo di falcate e di drive, di falcate e di putt. Ci fanno paura. Fiatando bourbon e vanagloria, si spogliano: i peli sul petto son grigi, penzolano smorti i genitali come palline d’allenamento, le gambe bluastre si agitano; dove sono, adesso, i loro par, i loro furori? Rispuntano dalla doccia più piccoli, sono uomini, nient’altro che uomini, vecchi ragazzi, smarriti nell’orrore dell’ultima buca".

Deliziosa – non trovate? – questa poesia dal titolo "Golfisti" che nel 1975 John Updike ha scritto e successivamente, nel 1996, raccolto in un libro che per me è un vero tesoro. Me lo consigliò, se mal non ricordo, il mio caro amico Nino. E fu proprio un consiglio d’amico. "Sogni di golf" lo solleciterei ad acquistare pure a voi, se non fosse praticamente introvabile nelle librerie… Costava, e per questo uso l’imperfetto, 25.000 lire, ma se anche mi offrite 500 euro, col cavolo che ve lo mollo. Però potrei sempre, di tanto in tanto, proporvi qualche stralcio dei racconti di golf di John Updike, non proprio uno qualunque, ma romanziere, poeta e critico di vasto successo negli States, vincitore – tanto per capirci – anche di un Premio Pulitzer e di un American Book Award.

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La libidine del carrello col telecomando

Mi sono fatto il carrello nuovo: bello, troppo bello, per essere vero. Difatti ho il timore d’usarlo domani. Specie se dovesse piovere. Anche se il meteo, che potete consultare qui a destra, mi dà "tempo parzialmente soleggiato sulle Venezie" e gli dovete credere: non sbaglia mai. E’ un carrello elettrico. Prima di ieri ho usato sempre il carrello a mano: evidentemente mi sentivo ancora giovane e comunque, se mi sono finalmente convertito a quello a motore, anzi bimotore, è perchè il modello che mi è stato proposto dalla Rossogolf di Cermenate è davvero pregevole, maneggevole e acquistabile ad un prezzo ragionevole: 800 euro. Fateci anche voi un pensiero.Dotato di telecomando, ed è questa la (mia) libidine, ha a due motori da 180W e una batteria da 30 A/H che non vi lascerà mai a piedi. A meno che non decidiate di spararvi più di trenta buche in un giorno e allora siete proprio da uccidere. La ricarica (anche a casa) è di cinque ore. Retromarcia e ruota antiribaltamento: due qualità in più tutte da apprezzare. E, come diceva quello: provare per credere…

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Quella volta a Jesolo con Emanuele Canonica

Aspettando col cuore in gola i risultati di Margara, e cioè dell’ultima giornata del campionato della Pga italiana, tifando ovviamente per Lele Lattanzi, col quale mi sparo una media di dieci pro-am all’anno, e ne vinc(iam)o anche qualcuna, ma pure per Massimo Scarpa, il più bel giocatore (ambidestro) di golf di tutta la storia della Serenissima Repubblica di Venezia, pensavo ad Emanuele Canonica, anche lui in corsa per il titolo della Pga, e a quella volta che insieme inaugurammo (quattro anni fa) il diciotto buche di Jesolo Lido. C’era un vento che soffiava dal mare e ribaltava gli uomini come non l’ho più visto da allora. Era forse bora e comunque "borin", come lo chiamano dalle nostre parti. Eppure Canonica non fece una piega e alla quindici, adesso la tre, che è pure la buca più tosta e lunga del campo, oltre che probabilmente la più bella di tutto il percorso, sfidò col drive, basso e teso, quel ventaccio che gli sfigurava la faccia e lo picchiava giusto alla bocca dello stomaco…Acqua fresca. Arrivò infatti a cento metri, metro più metro meno, dal green di quel par quattro di quattrocento metri e passa. Poi un comodo wedge oltre il bunker, approccio e facile putt. E ovviamente birdie. Mentre a me non parve vero d’aver chiuso con un soffertissimo bogey… Tutto è relativo nel golf. Perchè se Emanuele Canonica è il numero uno in Italia, io chi sono che gioco o, meglio, dovrei giocare diciotto di hcp? Proprio nessuno. Ma il golf è tutto quello che volete, ma non ditemi che non è uno sport furbo. Permette infatti a me di giocare colpo su colpo al fianco di Canonica. O di Lattanzi o di Scarpa. E di sentirmi per quattro, cinque ore un campione come loro. Mentre loro si sentono piccini piccini davanti a Tiger, il numero uno al mondo da ben 490 settimane…

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