Entries Tagged as 'Claudio Pea'

Dov’é la notizia? Tiger o Mickelson?

Phil MickelsonMa dov’è la notizia? Già, dov’è? Che al Wgc Ca Champions di Miami di nuovo Tiger Woods non abbia incantato, finendo in nona posizione a otto colpi dal vincitore Phil Mickelson, o che proprio Phil Mickelson ora metta addirittura in discussione a Tiger Woods la sua leadership nel ranking mondiale? In effetti adesso la differenza tra i due campioni è di appena 52 centesimi di punto. Una vera inezia. Però se è vero che Tiger sta esageratamente pagando la lunga assenza forzata dai green (otto mesi), per me-per voi-per tutti il numero uno del golf resta-era-e-sarà sempre e comunque Tiger Woods. Chissà per quanto tempo ancora. Tiger è Tiger. Come Pelè era Pelè. Piuttosto per spezzare una lancia, e non un’arancia, come dice il mio vicino d’armadietto al circolo, in favore del mancino di San Diego, è passata quasi in silenzio, eppure a me è parsa straordinaria, la notizia (delle notizie) che nei primi due giri del Doral Golf Resort & Spa (par 72) Phil Mickelson abbia messo mano al putter solo 42 volte. Ora, tanto per capire il valore e lo spessore dell’impresa dell’antipatico o, meglio, poco simpatico californiano di pelle bianca anche a chi ne mastica poco di golf, è forse meglio dire che in un totale di 36 green (e che green!) Mickelson ha imbucato 30 volte al primo colpo e solo in sei occasioni ha dovuto utilizzare il secondo putt. Incredibile, ma vero. Così come la settimana scorsa  è stato più clamoroso che Milano abbia perso in casa coi modesti polacchi del Sopot di 24 punti (72-96) l’ultima partita della Top 16 di Eurolega o che nessuno all’Armani si sia vergognato al punto solo d’i cominciare a ipotizzare che in certi casi bisogna avere anche il coraggio di dare le dimissioni e togliersi dai piedi per manifesta incapacità nelle scelte degli uomini a fronte di oltre sedici milioni spesi al mercato stagionale? O forse sono io a pensar sempre male?

convert this post to pdf.

Stasera su Sky il ritorno di Tiger…

Tiger Woods Worship SimplyDuecentocinquantaquattro giorni sono lunghi da morire. O almeno lo sono stati per il golf delle grandi firme con Tiger Woods lontano dai fairway e dai green. Senza di lui non c’è stata vittoria che abbia avuto un valore assoluto. Sì, d’accordo, bravo, ma non c’era Tiger. Perchè, se ci fosse stato Tiger, il sospetto che sarebbe stata comunque tutta un’altra storia è diventato dall”inzio della scorsa estate quasi o più di una certezza. Il 16 giugno Woods vinse l’Us Open trascinandosi su una gamba sola: aveva il crociato (anteriore) sinistro a pezzi e due microfratture da stress alla tibia. Eppure conquistò lo stesso  il suo quattordicesimo titolo Major con un fantastico birdie alla 18 nel palpitante playoff con Rocco Mediate. Smorfiando e soffrendo. Ricordate? Diventando buca dopo buca più umano e, insieme, più extraterrestre per tutti. Anche per quelli (moltissimi) che tifavano davanti ai teleschermi di casa nostra per il sorprendente e simpatico Rocco, il Paisà. Da allora è passata un’eternità. Con conseguente crollo dell’audience, dello spettacolo, delle sponsorizzazioni milionarie. Tutti orfani del Fenomeno. Offesi e umiliati gli altri. Anche chi, come Padraig Harrigton, ha pure nel 2008 trionfato nel British Open e nel Pga Championships. O come Sergio Garcia, il più amato dai latini, che è pure risalito al secondo posto nel World Racing. E’ stato un po’ come ai tempi di Alberto Tomba la Bomba, l’At di Castel de’ Britti [Read more →]

convert this post to pdf.

Al nostro golf serve un Tiger. E magari anche Belen Rodriguez

Datemi le mie mazze da golf, un po’ d’aria fresca e una bella ragazza. E potete anche tenervi le mazze e l’aria fresca. Carina, no? Stamattina ci ho Tailor James - Playboy Golf VIP Party
provato di nuovo. Con una bella ragazza? No, cosa avete capito? Ci ho provato di nuovo con il golf. L’aria era pure fresca. Anche troppo. E puttando mi sono anche infreddolito. Mezz’ora di lezione con Enrico Trentin. Il tempo per correggere il grip. Sì, l’impugnatura insomma. Tenevo il pitch troppo sul palmo della mano. E lo swing? Meglio lasciar perdere. Del resto, è da fine novembre che la mia sacca poltriva in cantina. Ho anche puttato e provato qualche chip. Il putter mi ha salvato la mattinata. E sarei andato volentieri anche in campo. Magari con quella bella ragazza che praticava. Ma i fairway erano inzuppati d’acqua. Sarà  per domani. O al massimo venerdì¨. Pioggia e il buon Dio permettendo. Le previsioni del tempo sono buone. Sole al nord, dicono e voglio crederci. Leggo che Francesco Molinari e Alessandro Tadini saranno impegnati da domani a Kuala Lumpur in Malesia. Chicco può far bene, gli avversari non sono impossibili, un milione e mezzo d’euro di montepremi sono pur sempre tre miliardi delle vecchie lire. Così  la Gazzetta dello sport avrà domenica qualcosa di meglio da scrivere delle solite storie trite e ritrite come il tesseramento libero per sfondare il muro dei centomila tesserati. Non discuto che il tesseramento libero, voluto e sostenuto da Franco [Read more →]

convert this post to pdf.

Del Piero lancia l’ultima sfida: “A fine carriera potrei darmi al golf”

Ogni mattina combatto tenacemente con la Tigre che vorrebbe buttar via tutta la pila di giornali e riviste che ho accatastato ai piedi della scrivania. Fanno disordine, puzzano, proprio non ti capisco: ti servissero almeno a qualcosa. Non arriva a dire: “O loro (i ritagli) o io”, ma poco ci manca. Stamane ero sfinito e stavo sul punto di cedere:  un po’ di ragione magari anche ce l’ha. La pila di carta ha infatti ormai superato il metro d’altezza e quasi quasi mi si rovescia addosso. Quando l’occhio mi è caduto su un’intervista dell’otto gennaio scorso che Alessandro Del Piero ha rilasciato in esclusiva (o quasi) alla Gazzetta. “Attenta Inter, la mia Juve ti può venire a prendere”. Sì, campa cavallo che l’erba cresce. Purtroppo. Ma non è questo il punto. E neanche mi ha interessato più di tanto il fatto che Pinturicchio, come lo battezzò l’Avvocato, riceva spesso e volentieri una telefonata al lunedì da John Elkann o da Andrea Agnelli. Ovviamente di buon mattino. Al canto del gallo. Come è sana abitudine di famiglia. E’ stata invece una domanda che mi ha particolarmente incuriosito: “Nel suo futuro bianconero si vede più allenatore o dirigente”. E lui, il grande Alex, a sorpresa: “Magari mi darò al golf”. Come? Al golf? “Massì. Potrebbe essere la nuova sfida della mia vita. Anche se nessuno in questo caso scommetterebbe un euro su di me. E sapete perchè?”. Nooo. “Perchè dicono che mi sono avvicinato troppo tardi ai green e ai fairway, al putt e allo swing”. Ora non so bene quando Del Piero si sia dato anima e cuore al golf. Saranno tre o quattro anni. Al massimo cinque. Forse proprio nel periodo nel quale [Read more →]

convert this post to pdf.

Tre ragioni per non essere allegri

C’è poco da stare allegri. Anche se la Gazzetta di domenica scorsa ha dedicato una pagina intera al golf. Ed infatti è nevicato. E pure di brutto al Nord. Un’intervista al numero uno europeo, Robert Karlsson, che parla anche sin troppo bene del nostro Chicco Molinari. Poi Carolina Durante che illustra la nuova stagione di Giulia e Silvia, Diana, Veronica, Stefania, Federica, Margherita e Isabella, le nostre proette. Otto in tutto: non moltissime. Dicevo: c’è poco da stare allegri. Anche se sul Corrierone il buon Marco Dal Fior, ora presidente dell’Assogiornalistigolfisti, di cui un temFranco Chimentipo facevo parte, mi ha aperto il cuore rivelando che il dolcissimo Toto Bulgheroni ha tutte le carte in regola per sedere a brevissimo termine sulla poltrona che Franco Chimenti ben volentieri gli lascerebbe se dovesse davvero battere Gianni Petrucci nella corsa alla presidenza del Coni. Detto tra noi, e senza che la notizia faccia subito il giro del mondo, non basterebbe neanche che nevicasse ad agosto sulle montagne intorno a Palermo per vedere il professor Chimenti prossimamente al [Read more →]

convert this post to pdf.

Sarà finalmente tornato il sereno nel Veneto?

Dopo il golpe fallito dai soliti noti, un po’ bulgari e un po’ cialtroni, dopo la caduta di Massimo Cataruzzi, che tanto male non aveva poi fatto, e il commissario Filippo Sassoli de Bianchi, che Franco Chimenti aveva d’urgenza spedito da Bologna, pare finalmente essere tornato il sereno nel Comitato regionale veneto della Federgolf. Pare, sottolineo pare, perchè anche nel nuovo direttivo mi sbaglierò, ma non tutti i sei componenti del consiglio, eletto alla fine del mese di ottobre, sembrano già marciare nella stessa direzione dietro al solco tracciato dal neo presidente Stefano Mazzi e dal suo braccio destro, Giuseppe Pea, che solo io mi posso permettere di chiamare pubblicamente Beppi. Essendo – ahimè – suo fratello maggiore. Scherzi a parte, del precedente consiglio sono rimasti a galla per fortuna i due soli uomini di buon senso del precedente comitato: il presidente, per l’appunto il veronese Stefano Mazzi, e, in rappresentanza dei giocatori professionisti, il maestro di Asolo, Giorgio Grillo. Nuovi sono infatti i consiglieri Emilio Abrami (Asolo Golf), Fernando Lora (Asiago) e Giampiero Becherucci, presidente del Golf Club Padova. Anche Liliana Carraro, in rappresentanza dei dilettanti, è patavina (credo) doc e comunque pare in perfetta sintonia con Becherucci nononostante la grande rivalità che è sempre esistita tra i circoli quasi confinanti di Valsanzibio e di Frassanelle. Staremo a vedere. Infine per i tecnici professionisti, è stato da loro eletto Marcello Barzan, il maestro che così bene sta operando a Jesolo.

convert this post to pdf.

Indistintamente: allarme per tutti i giocatori di golf!

Oggi mi sono svegliato presto, mi sono infilato i pantaloni e vestito pigramente: avevo una gran voglia di tornare a letto. Mi sono preparato il caffè, ho preso la sacca da golf e sono sceso in strada dove avevo parcheggiato la Bmw. Pioveva che Dio la mandava e, per infilare tutte le mazze nel portabagli, mi sono bagnato dalla testa ai piedi. Ma testardo più di mulo non ho desistito: avevo promesso a Ninetto di raggiungerlo al golf e ho ugualmente sfidato quell’acqua torrenziale. Ma le strade erano tutte allagate e un vento gelido e forte le prendeva di traverso. Ho acceso così la radio e, sentendo che le previsioni del tempo non prevedevano proprio nulla di meglio (e di buono) per tutto il resto del giorno, ho deciso di tornare a casa. Maledizione! Ho riposto mestamente la sacca in garage, ho telefonato a Ninetto dicendogli che avevo rinunciato a giocare e sono risalito in ascensore a casa. Mi sono rispogliato e piano piano, silenziosamente, sono scivolato di nuovo a letto. Mia moglie ancora dormiva su un fianco. L’ho allora stretta a me, anche per riscaldarmi, e, allungando un mano sul suo sedere, le ho languidamente sussurrato all’orecchio: "Il tempo fuori è orribile". E lei, mezza addormentata: "Sì, lo so. Ma pensa a quel cretino di mio marito che è andato a giocare a golf".

convert this post to pdf.