Felici e vincenti: sono gli over cinquanta di Villa Condulmer

Un articolo di CLAUDIO PEA sul prossimo numero del MONDO DEL GOLF

La porchetta è stata un trionfo: bella, grande, cicciotta, gustosissima. Cucinata come dio comanda, ovviamente alla trevigiana, faceva la sua bella figura nel cuore della festa e al centro del banchetto allestito sulla splendida terrazza della club house di Villa Condulmer che guarda alla magica fontana tra i due par cinque della sei e della otto. Dove il Principe di Coconat mi racconta che Mirko, l’amico gnomo, avrebbe costruito la sua tana (con vista sul laghetto). Tutte le gare della Logos sono una festa: prima e dopo le diciotto buche. “Anche se la pallina mi rotolava sempre in bunker”. “Anche se avrò sbordato tanti di quei putt da far paura”. “Anche se non riesco a capire perchè sto tirando il driver peggio di un cane”. E comunque sono sempre più di cento gli over 50 della Logos che si ritrovano al tee di partenza di ogni gara del circuito Friuli Venezia Giulia o del Tour Alpen Adria. Felici di stare bene insieme e di cantare tutti insieme, al tramonto del sole, quella che era un’allegra ballata delle mule e dei muli di Trieste e che ora è diventato l’inno ufficiale della libera organizzazione dei golfisti seniores: “L’uomo vespa”. Stringendosi intorno alla chitarrra di Angelo il Romantico e al vulcanico presidente Bepi Puggina. Tirando il collo all’ultima buona bottiglia delle vigne intorno. Divorando nell’occasione sino all’osso la porchetta alla quale la solita brontolona aveva pronosticato tutt’altra fine: “Con questo caldo chi vuoi che se la mangi?”. In effetti nessuno avrebbe potuto immaginare ad inizio autunno una giornata di sole come in piena estate. Nè i dolci green tirati tanto a lucido o i morbidi fairway di un verde, ma di un verde, che più verdi di così non si sarebbero nemmeno potuti dipingirli. Con l’acquolina in bocca però adesso parlo solo di golf e di quella che è stata l’ottava e penultima tappa del Tour friulano e giuliano che da tempo ha allargato con successo i suoi confini alle province di Venezia e Treviso. Proprio tra queste due province, non lontano da Mogliano Veneto, sorge il Golf Club Villa Condulmer che nella prossima stagione festeggerà i suoi primi cinquant’anni di vita. Come il buon vino di queste parti il circolo di Beppi Pea (presidente, nonchè mio fratellino) e di Enrico Trentin (maestro, anzi gran maestro) invecchiando migliora al punto che nel Triveneto solamente Valsanzibio può contare un numero di soci golfisti ancora superiore. Ebbene, giocando in casa, il club che ha come logo che il cancello napoleonico che difende il green della buca due ha fatto la parte del leone conquistando il primo posto netto in tutte e tre le categorie con i successi in prima di Rino Bubola (38 punti), di Simonetta Spinelli in seconda (35) e di Paolo Pat in terza (34) e lasciando a Romeo Antoniolli, il terribile Speedy Gonzales di Castel d’Aviano, almeno la soddisfazione di tornare alla vittoria nel lordo con 77 colpi, sei sopra il par del campo griffato solo dall’imbattibile e formidabile, specie nel gioco corto, Rino Bubola. Ovviamente Villa Condulmer ha stravinto la classifica a squadre che tiene conto dei migliori quattro risultati assoluti nel netto più il miglior punteggio lordo con 172 punti. Staccando i cugini di campagna di Ca’ della Nave e i furlani di Castel d’Aviano di ben 16 e a 19 lunghezze. Al quarto posto i vicini di Zerman (143) penalizzati come i seniores  di Grado (139) dal punteggio ottenuto nel lordo. Con questo chiaro successo di tappa la squadra del mio club amatissimo ha così consolidato la leadership nella classifica generale del Tour Friuli Venezia Giulia e contemporaneamente messo in cassaforte anche la vittoria finale nel prestigioso circuito della Logos. Difatti al termine della manifestazione manca soltanto la gara di Lignano Sabbiadoro (21 ottobre) ed è abbastanza impensabile che Villa Condulmer possa mangiarsi nelle ultime diciotto buche il cospicuo vantaggio di 28 e 39 punti che ora ha su Castel d’Aviano e Ca’ della Nave che si erano fatte minacciosamente sotto dopo le affermazioni di squadra a Tarvisio e a Martellago. Così come nell’individuale non dovrebbe essere in discussione il primo posto di Bubola nel lordo e di Antoniolli in prima categoria. Ma nel golf si sa tutto è possibile. Anche l’impossibile. E, se volete, toccate pure ferro. Come faccio anch’io.

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