Ascoltando le voci dei fenomeni dopo la doccia mi è venuta voglia di scrivere un libello di golf

pea 1Sarà capitato anche voi di stare qualche volta ad ascoltare in pieno relax le voci dello spogliatoio dopo una bella doccia e magari dopo una gara della quale non avete proprio nulla da raccontare se non di quella dannata sfortuna che vi perseguita ormai da mesi e mesi e di cui vi siete ormai fatto una ragione. I golfisti, più o meno, sono in fondo tutti eguali. Lamentosi quanto basta. “Avrò sbagliato almeno cinque o sei putt da un metro. Che dico? Da mezzo metro”. Spacconi. “Ho sparato un drive alla quindici così lungo che per poco la pallina non finiva in green”. Ed è volata invece in acqua. Bugiardi con loro stessi. “Se non avessi approcciato male, non mi sarei beccato la virgola”. L’ennesima – mi permetto d’aggiungere – di una interminabile serie. Fastidiosi e infastiditi: “Ho giocato con un cane che non alzava palla e così il mio swing è andato a puttane”. Insieme ovviamente alla gara. Per non parlare dei fenomeni: “Ho mancato un eagle al par cinque delle blu che grida ancora vendetta”. E non dice che ha sbagliato poi anche il facile putt del birdie. Smemorati: “Non mi ricordo se ho fatto sei o sette par”. E quante ichs? Meglio lasciar perdere. Per non parlare degli imbroglioni che raccontano le malefatte degli altri per nascondere le proprie. Un bel mondo davvero: ascoltatelo, ne resterete incantanti. E magari anche imparerete che quelli che di solito si rivestono in silenzio e in grande fretta sono probabilmente proprio quelli che hanno giocato meglio e non vedono l’ora di correre a sapere se per caso sono andati a premio. A meno che non abbiano la moglie che li aspetta a casa per la cena e prima non debbano fare un salto veloce dall’amante. Di queste e altre storie sono pieni gli spogliatoi di tutti i circoli d’Italia. E difatti, se mi date un po’ di tempo, e se intanto mi cercate una piccola casa editrice, non è detto che non ve le racconti in un libello di golf che magari comincerò a scrivere quest’estate nella (mia) stanzetta al piano terra del nuovo castello da favola degli Heinrich al Lido. Cominciando, perchè no?, dal giovin bergamasco in carriera, quarant’anni o anche meno, che ho incontrato fuori dalla doccia dell’Albenza al termine del debutto stagionale dell‘Hotel Nazionale Venezia al Corporate. E qui dovrei dirvi che l’Albenza si merita abbondantamente il decimo posto nella top ten dei migliori campi del Belpaese. O parlarvi dell’esibizione della squadra degli Heinrich (e mia) a metà strada tra l’oscenità e lo scandalo.  O dell’unica buca che mi ricordo d’aver giocato, la sei del giallo, un par cinque di 469 metri, dogleg a destra, acqua a sinistra: driver – legnetto 5 – ferro 9 – data ovvero quattro colpi per l’unico birdie di giornata. Sarà per un’altra volta: va bene? Intanto il giovanotto di Bergamo, un telo in vita e l’altro per asciugarsi i capelli, riceve una telefonata alla quale evidentemente non può non rispondere. “Scusami tanto”, fa coprendo con la mano il cellulare dai possibili rumori dello spogliatoio intorno. “Ma ho avuto una giornata tremenda: una riunione dopo l’altra e poi quel consiglio d’amministrazione subito dopo pranzo. Sono a pezzi, ma adesso dimmi: sono tutto orecchie”. Magnifico bugiardo. Aveva appena finito di giocare diciotto buche. Pare pure bene. E aveva in faccia il colore del primo sole di primavera… Un’ultima cosa ancora che mi è venuta in mente cammin scrivendo e della quale vi devo subito informare. E’ assolutamente inutile che le segreterie di tutti i club di golf appendino quel cartello accanto agli scaffali degli asciugamani bianchi e candidi: “Per favore, fate uso di un solo telo”. Tanto io non mi asciugherò mai e poi mai  il viso e i capelli con lo stesso telo con il quale mi sono appena asciugato i genitali. Faccio male? Non credo. E, se la pensate come me, ribelliamoci insieme ai nostri circoli che ci credono tutti maiali. O quasi.

convert this post to pdf.

Discussion Area - Leave a Comment




XHTML: You can use these tags: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>