La risposta al commento di Ronnie Giusti sul mio post del 27 novembre

 

niccolo-bisazza-150x150Ho ricevuto dall’amico Ronnie un commento al mio post del 27 novembre che trovate QUI ed in particolare sul fatto che “sia impossibile mantenere piegato il braccio sinistro e anzi il farlo dà  un grande aiuto in termini di ripetitività perchè,  mantenendo angoli fissi, è più facile riproporli poi all’impatto”. Esauriti i più sinceri ringraziamenti per l’osservazione, vi confesso che confrontarmi nel merito della meccanica dello swing mi ha sempre entusiasmato. Vorrei tuttavia precisare che parlando di golf-swing è secondo me difficile, se non inutile, suddividere gli argomenti in quelli destinati ai professionisti e quelli destinati ai dilettanti: non a caso anche nella Golf School del mio sito www.bisazzagolf.com, prestiamo la massima attenzione agli elementi che vengono da sempre riconosciuti come “fondamentali,” proprio perchè sono davvero gli unici che riescono a far riprodurre buoni colpi da golf, nel senso di colpi che vanno al bersaglio qualsiasi esso sia con ripetitività. Lo scopo del gioco d’altronde è proprio quello di tirare meno colpi possibili e non c’è dubbio che con la ripetitività e l’accuratezza dei propri colpi l’obiettivo è molto più facile da raggiungere. Il primo consiglio pertanto che mi permetto di dare a Ronnie ed a tutti i lettori è dunque quello di prestare con il proprio maestro di fiducia la massima attenzione ai fondamentaliOsservando poi gli swing che fanno scuola (per esempio quelli disponibili nei diversi Tour coperti dalle trasmissioni di Sky Sport), si possono sicuramente notare degli elementi in comune.
 Per quanto concerne l’argomento sollevato dal nostro amico mi permetto di far notare come il braccio sinistro debba assolutamente arrivare perfettamente dritto nella fase dell’impatto. Tuttavia preferirei continuare a sostenere che durante le altre varie fasi dello swing il braccio sinistro è meglio che stia disteso, ovvero dritto ma non in tensione e quindi, proprio per questo, in grado di mantenersi leggermente piegato. E’ infatti fuori discussione che lo swing serve per generare energia, potenza: in una parola, velocità (che ho sempre considerato l’anima vera del golfista). Va da sè che muoversi con le articolazioni in tensione non aiuta a generare quella velocità che si genererebbe in stato di assoluta scioltezza e fluidità: provate ad immaginare ad esempio ad un centometrista che effettua la sua corsa con i muscoli completamente contratti. Non è forse il recente vincitore delle olimpiadi così allenato e preparato da potersi permettere una corsa con la sua muscolatura completamente fluida ed allo stesso tempo esplosiva?
Proprio in considerazione di tutto ciò mi sono permesso di consigliare di poter mantenere il braccio sinistro disteso e leggermente piegato all’apice della salita: troppo spesso ho incontrato giocatori che proprio per cercare di mantenere l’arto in questione completamente teso, avevano:

  1. una rotazione limitata;
  2. soffrivano di epicondiliti o epitrocleiti ed altri aspetti negativi e non certo promettenti per svolgere una meccanica efficace e ripetitiva.

Ed in effetti anche il Signor Tiger Woods all’apice della salita non mantiene completamente rigido il suo braccio sinistro, ma leggermente piegato e comunque disteso. Buon golf a tutti…

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