Ascoltando le voci dei fenomeni dopo la doccia mi è venuta voglia di scrivere un libello di golf
Sarà capitato anche voi di stare qualche volta ad ascoltare in pieno relax le voci dello spogliatoio dopo una bella doccia e magari dopo una gara della quale non avete proprio nulla da raccontare se non di quella dannata sfortuna che vi perseguita ormai da mesi e mesi e di cui vi siete ormai fatto una ragione. I golfisti, più o meno, sono in fondo tutti eguali. Lamentosi quanto basta. “Avrò sbagliato almeno cinque o sei putt da un metro. Che dico? Da mezzo metro”. Spacconi. “Ho sparato un drive alla quindici così lungo che per poco la pallina non finiva in green”. Ed è volata invece in acqua. Bugiardi con loro stessi. “Se non avessi approcciato male, non mi sarei beccato la virgola”. L’ennesima – mi permetto d’aggiungere – di una interminabile serie. Fastidiosi e infastiditi: “Ho giocato con un cane che non alzava palla e così il mio swing è andato a puttane”. Insieme ovviamente alla gara. Per non parlare dei fenomeni: “Ho mancato un eagle al par cinque delle blu che grida ancora vendetta”. E non dice che ha sbagliato poi anche il facile putt del birdie. Smemorati: “Non mi ricordo se ho fatto sei o sette par”. E quante ichs? Meglio lasciar perdere. Per non parlare degli imbroglioni che raccontano le malefatte degli altri per nascondere le proprie. Un bel mondo davvero: ascoltatelo, ne resterete incantanti. [Read more →]

















