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Ascoltando le voci dei fenomeni dopo la doccia mi è venuta voglia di scrivere un libello di golf

pea 1Sarà capitato anche voi di stare qualche volta ad ascoltare in pieno relax le voci dello spogliatoio dopo una bella doccia e magari dopo una gara della quale non avete proprio nulla da raccontare se non di quella dannata sfortuna che vi perseguita ormai da mesi e mesi e di cui vi siete ormai fatto una ragione. I golfisti, più o meno, sono in fondo tutti eguali. Lamentosi quanto basta. “Avrò sbagliato almeno cinque o sei putt da un metro. Che dico? Da mezzo metro”. Spacconi. “Ho sparato un drive alla quindici così lungo che per poco la pallina non finiva in green”. Ed è volata invece in acqua. Bugiardi con loro stessi. “Se non avessi approcciato male, non mi sarei beccato la virgola”. L’ennesima – mi permetto d’aggiungere – di una interminabile serie. Fastidiosi e infastiditi: “Ho giocato con un cane che non alzava palla e così il mio swing è andato a puttane”. Insieme ovviamente alla gara. Per non parlare dei fenomeni: “Ho mancato un eagle al par cinque delle blu che grida ancora vendetta”. E non dice che ha sbagliato poi anche il facile putt del birdie. Smemorati: “Non mi ricordo se ho fatto sei o sette par”. E quante ichs? Meglio lasciar perdere. Per non parlare degli imbroglioni che raccontano le malefatte degli altri per nascondere le proprie. Un bel mondo davvero: ascoltatelo, ne resterete incantanti. [Read more →]

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La risposta al commento di Ronnie Giusti sul mio post del 27 novembre

 

niccolo-bisazza-150x150Ho ricevuto dall’amico Ronnie un commento al mio post del 27 novembre che trovate QUI ed in particolare sul fatto che “sia impossibile mantenere piegato il braccio sinistro e anzi il farlo dà  un grande aiuto in termini di ripetitività perchè,  mantenendo angoli fissi, è più facile riproporli poi all’impatto”. Esauriti i più sinceri ringraziamenti per l’osservazione, vi confesso che confrontarmi nel merito della meccanica dello swing mi ha sempre entusiasmato. Vorrei tuttavia precisare che parlando di golf-swing è secondo me difficile, se non inutile, suddividere gli argomenti in quelli destinati ai professionisti e quelli destinati ai dilettanti: non a caso anche nella Golf School del mio sito www.bisazzagolf.com, prestiamo la massima attenzione agli elementi che vengono da sempre riconosciuti come “fondamentali,” proprio perchè sono davvero gli unici che riescono a far riprodurre buoni colpi da golf, nel senso di colpi che vanno al bersaglio qualsiasi esso sia con ripetitività. Lo scopo del gioco d’altronde è proprio quello di tirare meno colpi possibili e non c’è dubbio che con la ripetitività e l’accuratezza dei propri colpi l’obiettivo è molto più facile da raggiungere. Il primo consiglio pertanto che mi permetto di dare a Ronnie ed a tutti i lettori è dunque quello di prestare con il proprio maestro di fiducia la massima attenzione ai fondamentali[Read more →]

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Memorial Ugo Scafa: quando il golf è una gran festa e una meraviglia

                              di CLAUDIO PEA                    

La Francesca ha detto che ha fatto tutto Ugo, suo padre. E ha alzato gli occhi lucidi al cielo. Duncan ha parlato di lui come si parla a un padre: “Incontrarlo e conoscerlo in Italia è stata la mia fortuna”. E si vedeva che aveva il cuore in lacrime. Guido fiero e commosso: “Ho vinto il lordo di squadra” raccontava al primo che incrociava in club house. Per far capire quanto ci teneva l’allievo a ricordare il suo grande maestro, Ugo Scafa. Una bella festa di golf  con una ricca grigliata finale. Una giornata meravigliosa senza nuvole. Una pro am tutta da incorniciare. E da raccontare. Per il Memorial, giunto alla dodicesima edizione, si sono dati venerdì appuntamento in Villa i migliori professionisti del Nordest e non solo. Con le loro squadre di dilettanti molto qualificate e calorosamente in palla. Trentacinque team e centoquaranta giocatori: un record. La Francesca Scafa meglio non avrebbe potuto fare. Una giornata meravigliosa vi dicevo. Tanto che si è giocato in maniche di camicia. E senza pulloverino. Su un campo che tutti hanno definito sbalorditivo per quanta pioggia era caduta i giorni prima. Green eccezionali, quasi tirati a mano. E i fairway che sorridevano finalmente alla primavera. Sergio e Abramo che gongolavano. Un gran bel clima davvero. E Villa Condulmer, vestita di nuovo, che arrossiva per i complimenti che riceveva. O, meglio, che ha ricevuto anche durante la premiazione nella terrazza della club house sulla quale era ed è ogni volta un piacere stare. Specie quando il sole pigramente va a tramontare dietro gli alberi secolari e di tutte le sfumature del rosso li colora. “Siete il più bel circolo del Veneto”, ha pensato ad alta voce a cena l’abbronzatissimo Michele Pironti

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