Tre ragioni per non essere allegri
C’è poco da stare allegri. Anche se la Gazzetta di domenica scorsa ha dedicato una pagina intera al golf. Ed infatti è nevicato. E pure di brutto al Nord. Un’intervista al numero uno europeo, Robert Karlsson, che parla anche sin troppo bene del nostro Chicco Molinari. Poi Carolina Durante che illustra la nuova stagione di Giulia e Silvia, Diana, Veronica, Stefania, Federica, Margherita e Isabella, le nostre proette. Otto in tutto: non moltissime. Dicevo: c’è poco da stare allegri. Anche se sul Corrierone il buon Marco Dal Fior, ora presidente dell’Assogiornalistigolfisti, di cui un tem
po facevo parte, mi ha aperto il cuore rivelando che il dolcissimo Toto Bulgheroni ha tutte le carte in regola per sedere a brevissimo termine sulla poltrona che Franco Chimenti ben volentieri gli lascerebbe se dovesse davvero battere Gianni Petrucci nella corsa alla presidenza del Coni. Detto tra noi, e senza che la notizia faccia subito il giro del mondo, non basterebbe neanche che nevicasse ad agosto sulle montagne intorno a Palermo per vedere il professor Chimenti prossimamente al vertice del Palazzo romano del Foro Italico: il mio vecchio amico Gianni, che ho visto recentemente in gran forma alla Coppa del Mondo di sci a Cortina d’Ampezzo, è ancora troppo forte per essere scalzato dal Coni. Mi ripeto: c’è poco da stare allegri o, meglio, non ho buone ragioni per essere di buon umore visto che sabato riapre il mio circolo del golf, mi ero già prenotato un’ora di lezione con Enrico Trentin, ma le previsioni del tempo annunciano nel prossimo weekend acqua a catinelle e nevicate abbondanti sulle Dolomiti oltre i 700 metri. Insomma dovrò rinviare ancora di qualche giorno il mio ritorno al golf dopo mesi e mesi di digiuno più o meno forzato, di vacche molto ma molto magre e di green (bianchi e ghiacciati) visti col binocolo.
















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