Nick’s tips: braccio sinistro disteso e leggermente piegato all’apice del backswing
Di sovente constatiamo che molti golfisti sono preoccupati di mantenere il braccio sinistro sempre dritto durante l’intera esecuzione del movimento. Qualcuno addirittura chiede se lo stesso arto debba stare ben teso. La verità è che il braccio sinistro è una leva; molte persone credono pertanto che più lunga resta tale leva durante l’intero swing e maggiore sarà la velocità angolare che acquista la testa del bastone. Maggior velocità, maggior distanza. Il problema è che mantenendo il braccio sinistro il più dritto possibile, molti golfisti perdono in elasticità e fluidità dell’azione. Spesso osserviamo persone che per cercare di tenere l’arto superiore sinistro ben dritto, addirittura limitano la loro capacità di rotazione della parte superiore del corpo durante il backswing. Si consideri poi che con le braccia tese, belle rigide, risulta praticamente impossibile trasmettere completamente l’energia generata attraverso la rotazione del corpo alle braccia, da queste ultime alle mani e da queste alla testa del bastone: e ciò proprio a causa della tensione muscolare. Sarà pertanto vano l’intero sforzo effettuato per ottenere un tiro preciso ma allo stesso tempo lungo. Se è vero che il braccio sinistro deve assolutamente arrivare dritto all’impatto con la palla, si può tranquillamente parlare di distensione dello stesso all’apice del backswing.
Osservate nella foto a sinistra come il braccio sinistro è disteso all’apice del backswing: il che significa che lo stesso può ben stare piegato al contrario di quanto evidenziato qui di seguito viceversa nella fotografia di destra. In questa foto infatti il braccio sinistro è completamente in tensione e ciò ha limitato la possibilità di rotazione delle spalle durante la l’azione di carica a differenza di quella evidenziata sopra. Una tale rigidità derivata dall’aver cercato di mantenere il braccio sinistro il più dritto possibile o, peggio ancora, rigido, teso, comporta sicuramente un minor rilascio dell’energia all’impatto con la palla.
Sono pochi i giocatori che mantengono l’arto in questione completamente dritto: normalmente si tratta di giocatori che posseggono una notevole mobilità articolare e quindi possono permettersi la leva del braccio sinistro dritta perché comunque per loro ciò non sarà fonte di rigidità. Uno tra tutti? Ernie Els! Avete voi però una tale mobilità articolare? Potete permettervelo? Siete sicuri che tenendo il braccio sinistro dritto la vostra azione non subisca dei limiti? Rispondetevi sinceramente e considerate invece che un braccio sinistro disteso potrebbe aiutarvi a compiere un più efficace e facile swing.


Dopo il golpe fallito dai soliti noti, un po’ bulgari e un po’ cialtroni, dopo la caduta di Massimo Cataruzzi, che tanto male non aveva poi fatto, e il commissario Filippo Sassoli de Bianchi, che Franco Chimenti aveva d’urgenza spedito da Bologna, pare finalmente essere tornato il sereno nel Comitato regionale veneto della Federgolf. Pare, sottolineo pare, perchè anche nel nuovo direttivo mi sbaglierò, ma non tutti i sei componenti del consiglio, eletto alla fine del mese di ottobre, sembrano già marciare nella stessa direzione dietro al solco tracciato dal neo presidente Stefano Mazzi e dal suo braccio destro, Giuseppe Pea, che solo io mi posso permettere di chiamare pubblicamente Beppi. Essendo – ahimè – suo fratello maggiore. Scherzi a parte, del precedente consiglio sono rimasti a galla per fortuna i due soli uomini di buon senso del precedente comitato: il presidente, per l’appunto il veronese Stefano Mazzi, e, in rappresentanza dei giocatori professionisti, il maestro di Asolo, Giorgio Grillo. Nuovi sono infatti i consiglieri Emilio Abrami (Asolo Golf), Fernando Lora (Asiago) e Giampiero Becherucci, presidente del Golf Club Padova. Anche Liliana Carraro, in rappresentanza dei dilettanti, è patavina (credo) doc e comunque pare in perfetta sintonia con Becherucci nononostante la grande rivalità che è sempre esistita tra i circoli quasi confinanti di Valsanzibio e di Frassanelle. Staremo a vedere. Infine per i tecnici professionisti, è stato da loro eletto Marcello Barzan, il maestro che così bene sta operando a Jesolo.


come evidenziato nelle figure qui a lato riportate.
mani perdendo la potenza derivante attraverso il corretto utilizzo della leva corporea. Questi giocatori sono convinti che così facendo riescono ad aprire e chiudere la faccia del bastone durante lo swing: la faccia del bastone invece non si apre e ne si chiude durante il movimento, mantiene sempre la stessa relazione che aveva con il corpo in posizione di address. Notate nelle foto a sinistra quanto limitata sia la rotazione dei diversi segmenti corporei e quanto enfatizzata invece è quella delle braccia e delle mani. Per evitare tutto ciò vi consiglio di praticare impugnando il bastone con la sola mano destra 

mettendo il dorso della sinistra dietro quello della destra come potete osservare nella ultime tre fotografie. Se l’esercizio vi appare complicato non perdetevi d’animo e utilizzate pure un tee per supportare la palla, i drill infatti non devono servire a farvi tirare immediatamente la palla lunga e dritta quanto a far comprendere al vostro gesto delle sensazioni diverse e migliori, più produttive ed efficaci per il vostro gioco. E’ veramente un ottimo esercizio, l’ho provato io stesso e paragonando l’azione qui a destra con quella errata di sopra, si può ben notare quanto meglio si sia mosso il corpo. Trovo comunque importante ripetervi che se il caso descritto è quello che fa per voi, continuate ad eseguire l’esercizio anche se inizialmente i vostri colpi non sono come quelli che desiderate. Si tratta solo di trovare la giusta coordinazione ed il drill avrà l’effetto voluto.















