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I risultati delle gare caldi caldi, appena sfornati!

C’è un’interessante novità nel nostro sito, pensata per i giocatori più competitivi: da oggi infatti è possibile leggere e scaricare tutti i risultati delle gare che si svolgono nei Club che collaborano con The Venice Golf Experience – A Tutto Golf.

Si tratta di informazioni forniteci direttamente dalle segreterie e che potete trovare cliccando su RISULTATI nella barra del menù. Si aprirà una pagina dove troverete le cartellette di tutti i vari Club, ciascuna contenente i file dei risultati mano a mano che ci verranno comunicati.

Noi ci impegnamo ad essere velocissimi nella pubblicazione. Ma voi sollecitate le Segreterie ad inviarci il materiale, meglio se corredato da più fotografie (ovviamente con didascalia, se possibile).

 

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Il Paisà che per 91 buche ha fatto impazzire Tiger

Il 108esimo titolo Us Open Championship è stato assegnato alla prima extrabuca dei playoff, la sette del terribile Torrey Pines Club Course di La Jolla (San Diego, California), dopo che anche al termine del quinto giro Tiger Woods e Rocco Mediate avevano ancora tirato lo stesso numero di colpi. Ovvero non erano bastate Tiger Woods  PGA Golf Professional novanta buche per decidere il vincitore del secondo Major stagionale. Il numero uno al mondo contro il numero 156, l’ombroso Tiger contro il simpatico Paisà di chiare origini calabresi: un duello improbabile come era sembrato sin dall’inizio quando, alla prima buca del playoff mattutini, Tiger aveva subito ottenuto un comodo par, mentre Rocco s’era dovuto accontentare di un bogey strappato oltre tutto per il rotto della cuffia. E invece le cose non sono andate proprio così. Al contrario, il grande Woods ha tremato di fronte al nostro Paisà specie dopo che con tre birdie di fila, dalla 14 alla 16, Mediate aveva addirittura sopravvanzato Tiger di un colpo e creduto nel miracolo, ma alla diciotto, uno splendido par cinque di oltre 500 metri, il Re del golf centrava il green oltre lo specchio d’acqua col secondo tiro e chiudeva la buca con un magistrale birdie al quale l’indomito Paisà rispondeva aggrappandosi ad un par da brividi. S’andava allora alla prima extrabuca dei playoff di spareggio e qui il nostro caro vecchio Rocco doveva inevitabilmente arrendersi a Sua Maestà dopo aver sparato la prima pallina in bunker e la seconda in tribuna, approcciando male e fallendo il putt del par, ma un giorno potrà davvero raccontare ai (suoi) nipotini d’aver fatto impazzire per cinque giorni e per novantuno buche un certo Tiger Woods nell’Us Open di San Diego del 2008…

 

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Amo il golf perchè allunga la vita di cinque anni

Amo il golf. E non lo dico perchè fa bene alla testa e allo spirito come è facilmente (e felicemente) sperimentabile, ma perchè aiuta a vivere meglio migliorando il rapporto con se stessi e persino con gli altri. In pace insomma col mondo, tranne ovviamente con quella benedetta pallina butterata che se le inventa proprio tutte per View from the teenon entrare in buca. Però questo è tutto un altro paio di maniche. Negli ultimi tempi – lo ammetto e me ne scuso – ho un po’ trascurato i green (e pure i miei blog) col risultato scontatissimo di vedere peggiorato a vista d’occhio il mio carattere, oltre che ovviamente il mio gioco. Ma l’altro giorno ho letto un articolo di Mabel Bocchi che ha riacceso la mia grande passione per questo sport sino alla fine dei miei giorni. Lo giuro. Un amore eterno, senza limiti e confini, se è vero come è vero, e come pubblicato dallo Scandinavian Journal of Medicine & Science in Sports, che il golf allunga la vita. Anche di cinque anni. Evviva! Secondo infatti il Karolinska Instituted, che ha svolto un’indagine esplorativa su oltre mezzo milione di persone, la metà delle quali (fedeli) praticanti del golf, il tasso di morte dei golfisti è del 40 per cento più basso di quello di tutti gli altri esseri umani dello stesso sesso, età e status socio-economico. E allora sapete cosa faccio? Non ci penso più di un secondo e corro a giocare a golf. Dandovi appuntamento a domani per ulteriori chiarimenti o per rispondere alle vostre domande. Tanto domani piove che Dio la manda…

(foto di Attribution-ShareAlike License by Stephen Glause

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L’arcangelo Gabriele poker al Cancelletto d’oro

Il magnifico rampollo della corte veneziana degli Heinrich, l’arcangelo Gabriele, ha fatto poker vincendo per la quarta volta il Cancelletto d’oro che è, tra tutti gli Golden Gate Park Golf Course appuntamenti dell’anno in calendario a Villa Condulmer, il più tradizionale e importante, ma anche una delle passarelle più prestigiose di tutto il Triveneto a livello giovanile. Gabriele Heinrich, il drive che dà metri anche ai fratelli Molinari, pur con una (abbastanza) seria pubalgia al polso destro che gli avrebbe consigliato il riposo, ha voluto ugualmente partecipare alla gara del suo club alla quale tiene di più e nella quale aveva già primeggiato, giovanissimo, nel 2004 e ancora nel 2005 e nel 2007 fallendo solo l’edizione del Cancelletto 2006 quando dovette accontentarsi – si fa per dire – del secondo posto nella classifica assoluta ovviamente del lordo. Nella prossima primavera Heinrich non potrà più partecipare al Challenge Filippo Morellato di Villa Condulmer avendo per quel tempo raggiunto la maggiore età, ma il suo record di quattro successi su cinque partecipazioni nel Cancelletto d’oro rimarrà credo imbattuto se non nei secoli dei secoli, sicuramente nei prossimi quattro cinque lustri. Con 141 colpi, 70 il primo giorno, 71 il secondo, ovvero chiudendo meno 1 sul par del campo, Gabriele ha nettamente battuto Giulio Castagna di Lignano (150) e Edoardo Romanizzi Carducci del Parco di Roma (151). Più avvincente invece è il testa a testa finale tra Bianca Maria Fabrizio e Orsola Montini di Frassanelle che si è prolungato oltre le 36 buche di venerdì e sabato nei playoff della buca 10 (par tre) dove l’allieva di Villa Condulmer e pure lei del maestro Enrico Trentin ha avuto la meglio con 168 colpi

(foto di MEL1ST)

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