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Sogni di golf, un delizioso libello di J.Updike

"Golfisti. Animali con un guanto solo e scarpette coi rinforzi entrano sferragliando nello spogliatoio, in finto trionfo, maschi con le picche dei loro par ancora dritte fiatando un fuoco fasullo di falcate e di drive, di falcate e di putt. Ci fanno paura. Fiatando bourbon e vanagloria, si spogliano: i peli sul petto son grigi, penzolano smorti i genitali come palline d’allenamento, le gambe bluastre si agitano; dove sono, adesso, i loro par, i loro furori? Rispuntano dalla doccia più piccoli, sono uomini, nient’altro che uomini, vecchi ragazzi, smarriti nell’orrore dell’ultima buca".

Deliziosa – non trovate? – questa poesia dal titolo "Golfisti" che nel 1975 John Updike ha scritto e successivamente, nel 1996, raccolto in un libro che per me è un vero tesoro. Me lo consigliò, se mal non ricordo, il mio caro amico Nino. E fu proprio un consiglio d’amico. "Sogni di golf" lo solleciterei ad acquistare pure a voi, se non fosse praticamente introvabile nelle librerie… Costava, e per questo uso l’imperfetto, 25.000 lire, ma se anche mi offrite 500 euro, col cavolo che ve lo mollo. Però potrei sempre, di tanto in tanto, proporvi qualche stralcio dei racconti di golf di John Updike, non proprio uno qualunque, ma romanziere, poeta e critico di vasto successo negli States, vincitore – tanto per capirci – anche di un Premio Pulitzer e di un American Book Award.

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Nick’s tips: l’approccio alto

Buon 2009 a tutti i nostri lettori!! In attesa di poter tornare sul campo, ecco il mio primo consiglio settimanale di quest’anno. Nelle prossime due settimane  vi parlerò di due colpi fondamentali per riuscire a fare risultato anche quando lo swing non è al meglio e ci si richiede di recuperare attraverso l’abilità del proprio gioco corto.

Gli approcci, come vi suggerisce il vostro istinto, possono essere eseguiti con due diverse traiettorie (quella alta e quella bassa) ma fate tuttavia attenzione che non voglio riferirmi agli estremi noti con i termini di lob o pitching-run ma bensì a semplici approcci che vanno eseguiti da una distanza minima di 20 metri sino ad una massima di 50 metri dalla buca. Questi approcci possono essere giocati con una traiettoria alta oppure una bassa a seconda delle circostanze e dell’utilità pratica che solo l’esperienza vi farà capire: lascio a voi pertanto la scelta sull’uno o sull’altro colpo!

Set-up: la posizione del corpo di fronte alla palla è decisamente uno dei fondamentali imprescindibili nel gioco del golf e niente di più vero si può ripetere nel gioco corto.Come potete notare dalla posizione del mio corpo, per eseguire questo genere di colpo prima di tutto allontano lo sterno (noto anche come "swing center") dalla palla e pertanto assumo una posizione molto seduta sulle mie gambe. Adotto questo genere di set-up per favorire l’apertura del mio sand-wedge, basilare per ottenere una traiettoria alta, e così pure avere un angolo di discesa della testa del bastone verso la palla e rispetto al terreno, molto piatto. Le linee del corpo sono leggermente aperte e la mia colonna vertebrale e leggermente inclinata verso il lato destro del corpo in modo da riuscire a star dietro alla palla durante l’intero svolgimento del movimento, così da essere ancora più sicuro di ottenere quanto desidero

Backswing: visto che il colpo che devo eseguire è corto, anche il movimento del mio sistema è ridotto e pertanto le mie spalle affettuano una piccola azione rotatoria attraverso una stabile base di appoggio. Per quanto mi riguarda comunque, alla rotazione delle spalle attribuisco poca importanza ed invece cerco di mantenere il più a lungo possibile il bastone nella linea di tiro con la faccia aperta così come lo era in partenza. Ho alzato leggermente il mio braccio sinistro e così pure ho provveduto a flettere i miei polsi in modo da consentire un loro veloce scaricamento all’impatto con la palla e favorire un’azione con la faccia del bastone sempre aperta, requisito che ritengo basilare per eseguire questo colpo.

Finish: all’impatto con la palla, voglio essere sicuro di avere la faccia del bastone aperta e, pertanto, cerco di eseguire un follow-trough mantenendo il più a lungo possibile la stessa nella linea del bersaglio. Il mio finish rispecchia la posizione che aveva il corpo al set-up e pertanto la schiena è ancora leggermente inclinata verso il lato destro anche se ho cercato di passare il peso sul lato sinistro attraverso l’azione della parte bassa del mio sistema. Tutto ciò, come già descritto, per restare dietro alla palla durante l’azione che segue l’impatto con la stessa e favorire maggiormente la traiettoria alta del mio approccio. Le mani sono finite in una posizione alta, se consideriamo la limitatezza della distanza che dovevo ricoprire.

Due ultime racomandazioni mi sembrano doverose: visto che si tratta di un colpo la cui distanza è ridotta, cerco di eseguire l’intera azione con estrema delicatezza e fluidità in modo da ottenere un volo di palla lento e pertanto un immediato stop della stessa al suo impatto nelle vincinanze della buca. Infine gioco questo particolare tipo di colpo proprio quando le circostanze non permettono alternative, altrimenti mi affido a quello più semplice che tratterò la prossima settimana….

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