The Venice Golf Experience

giocare e imparare il golf a Nordest

Il consiglio di novembre 2009

Posted on | Novembre 21, 2009 | No Comments

L’approccio dal Rough incolto

E’ con gran piacere che questo mese ospitiamo nel nostro sito il collega e amico Edoardo Nobili.

Personalmente ho il gran piacere di poter condividere con Edoardo la mia attuale esperienza professionale e vi posso garantire che è davvero un ottimo e fidato ragazzo: una persona aperta e disponibile a condividere le quotidiane esperienze lavorative. Un ragazzo davvero d’oro che consiglio a tutti di conoscere.

Grazie davvero Nick per le belle parole, l’onore è mio!

Questo mese intendo parlarvi dell’approccio che vi consiglio di eseguire quando la vostra palla è nei pressi del green ma purtroppo nell’erba alta ed incolta. A tutti noi sarà infatti capitato di mancare il green, anche di pochi metri, e di trovare la pallina avvolta in un intreccio di fili d’erba che quasi la nascondono. Nella nostra sacca dobbiamo avere il tipo di colpo giusto per riuscire a rispondere a questa situazione nel migliore dei modi.

SCELTA DEL BASTONE:

La prima cosa da fare è scegliere il bastone corretto. Il mio consiglio è di optare per un loft molto aperto (56°/58°) poiché la pallina uscirà all’impatto verticale e atterrerà in maniera soffice sul green fermandosi in poco spazio.

ADDRESS:

Una volta scelto il ferro sono pronto a posizionarmi davanti alla pallina.

Come si vede dalla foto, addresso le parti del mio corpo (OCCHI,SPALLE,BRACCIA,FIANCHI,GINOCCHIA E PIEDI) a sinistra del bersaglio; ma, con la FACCIA DEL BASTONE che mira al mio obbiettivo. La pallina va posizionata al centro del mio stance con il peso appoggiato più a sinistra. La larghezza dei miei piedi deve essere più stretta rispetto ad un full swing. Una volta che ho completato il mio Address sono pronto a eseguire il mio colpo. Questo e’ un tipo di colpo molto simile e vicino all’ uscita dal bunker. Una caratteristica che accomuna questi 2 tipi di colpo è l’ angolo d’ attacco poiché dovrà arrivare a colpire la palla verticalmente dall’ alto verso il basso.

BACKSWING:

Eccoci già all’ apice del backswing. Come si vede dalla foto ciò che deve saltare all’ occhio è come la faccia del bastone stia guardando verso il basso (quindi è aperta), caratteristica indispensabile per riuscire a massimizzare il loft del ferro all’ impatto e quindi far uscire la pallina verticale e morbida. Aiutatevi aprendo la faccia del bastone come già detto all’ address. Il backswing è stato ben settato grazie a un buon caricamento dei polsi,non deve assolutamente essere eccessivo ma è necessario avere il braccio sinistro sempre disteso per mantenere una buona ampiezza e le mani sempre di fronte al corpo durante tutto l’ arco dello swing.

IMPACT & FINISH:

Nella fase di impatto è fondamentale massimizzare il loft aperto della faccia del bastone che non deve mai essere richiusa. E’ altresì necessario avere le braccia belle distese e di fronte al corpo portandoci nella posizione di finish molto composto e compatto con il peso ben appoggiato sul piede sinistro. Siate decisi  e, se necessario, finite il vostro swing senza esitazioni anche molto prossimi a dopo aver impattato la palla.

E’ un colpo che richiede molta pratica soprattutto per avere un buon feeling necessario e riuscire ad eseguire un buon colpo quando sotto pressione ci troviamo in questa situazione. Quindi attrezzatevi di palline per la pratica, un buon Sand Wedge e come diceva un adagio golfistico…….DRIVE FOR SHOW, PITCH FOR MONEY!

edito da Edoardo Nobili ©

Montecchia: dalla buca 13 alla 18

Posted on | Settembre 4, 2009 | No Comments

Montecchia Hole 13 Buca 13: con il tee shot non mi serve un colpo lungo, basta un ferro 3 sul lato sinistro della pista. Con questo bastone, infatti, non arrivo all’ostacolo d’acqua situato in quel lato ed ho successivamente un ferro 7/8 al green. Perchè complicarsi la vita con un legno 3 dal tee per poi avere un pitching wedge??? Non è necessario! Qui il giocatore medio farà un lay up di 190 metri al massimo verso il lato sinistro della pista e poi, se necessario, punterà deciso per il green; in alternativa un ulteriore lay up non è assolutamente disdicevole e assicurerà un facile e non compromettente bogey.

Montecchia Hole 14 La buca 14, come ho scritto in precedenza, è speculare alla buca 8. Unica differenza che tuttavia adotto è nel tee shot, dove cerco di piazzare il mio driver facendo uno swing molto ritmato. Una volta raggiunto il centro del fairway ho un facile sand iron (gap wedge se la buca è lunga in green) per l’asta ed il birdie è alla portata. Giocatore medio: cercate semplicemente di non strafare ed il par non sarà un sogno, la buca è semplice.

Montecchia Hole 15Dall’area di partenza della buca 15 tiro il mio driver proprio sopra il bunker che potete vedere sulla sinistra del fairway. Poi ho un ferro 7/8 al green, ma se la buca è sulla parte sinistra dello stesso gioco pure un bastone in più. Per il giocatore medio il par 4 non è Read more

No comment

Posted on | Agosto 29, 2009 | No Comments

httpv://www.youtube.com/watch?v=Yr8_NZg4IZk

Golf della Montecchia: dalla buca 7 alla 12

Posted on | Luglio 16, 2009 | No Comments

Montecchia Hole 7Buca 7: non è un lungo par 3 ma l’ostacolo d’acqua di sinistra può complicarmi la buca, soprattutto sel’asta della bandiera è collocata verso questa direzione. Qui mi piace giocare un ferro 5 controllato sul centro del green. Il giocatore medio deve fare attenzione all’ostacolo d’acqua di sinistra e, se del caso, consiglio di giocare il colpo verso il bunker di destra restando prima dello stesso; di solito da quelle parti, l’avant green è tale da permettere di giocare anche il putter.

Montecchia Hole 8La buca 8 è un par quattro (quasi identico a quello limitrofov della 14). Qui gioco il mio driver con un bel draw e poi ho un sand iron per l’asta della bandiera: faccio comunque attenzione a non restare corto quando la buca è nei paraggi del bunker situato alla destra del green. Per il giocatore medio non è un par quattro particolarmente impegnativo, soprattutto se Read more

Da Golf Monthly un’idea per il nostro sito dal campo di Turnberry in Scozia

Posted on | Luglio 13, 2009 | No Comments

Riporto qui sotto il video realizzato dagli amici di Golf Monthly per illustrare il percorso di Turnberryvicino a Glasgow. Il filmato è, come al solito, di eccellente qualità ma, vista la stuttura, ci spinge a lanciare l’idea di realizzarne di simili per tutti i golf del Nordest che fanno parte della Venice Golf Experience. Se ci fosse qualche appassionato a collaborare a questo progetto ci contatti via email!

httpvhd://www.youtube.com/watch?v=AwWd7f3ySx4

Il power fade

Posted on | Luglio 8, 2009 | No Comments

Molti giocatori del Tour preferiscono giocare un Power Fade soprattutto nei loro tee shots piuttosto che un draw. La ragione è semplice, infatti un Fade di regola richiede una minor azione, soprattutto in fase di chiusura, della faccia del bastone al momento dell’impatto con la palla. La palla inoltre ha un volo decisamente più alto ed una volta atterrata nel fairway tende a fermarsi maggiormente piuttosto che rotolare per effetto del side spin conseguenziale a questi colpi dove è richiesto al giocatore di “lavorare la palla”. Va ricordato inoltre che Read more

Asolo: dalla 13 fino alla 18

Posted on | Giugno 30, 2009 | No Comments

Asolo Buca 13Dala teeing area della buca 13 gioco un ferro 3 per restare prima dei fairway bunker a destra. Poi ho un facile pitching wedge con cui piazzare vicino la palla alla buca ed ottenere il birdie. Per il giocatore medio questa buca non è per niente lunga e delicata: io suggerisco di giocare il primo colpo in modo da non arrivare all’altezza dei fairway bunker. E’ perfettamente inutile, ve lo assicuro!

Asolo Buca 14

Nella buca 14 dal tee tiro il driver cercando un bel fade, pertanto mi posiziono sul lato destro dell’area di partenza in modo da vedere ed eseguire bene il colpo. Gioco il colpo appena descritto perchè sulla destra c’è l’out of bound che non voglio nemmeno vedere. Poi ho un ferro 9 o un PW. Il giocatore medio qui deve evitare, se ci riesce,  i bunker nel fairway: anche questa buca non è particolarmente lunga. Dall’area di partenza se proprio dovete fare un errore, fatelo a sinistra visto che, “lapalissianamente” pagate meno…. quindi supportate la Read more

Un po’ di humour in questo piovoso weekend. Autunnale?

Posted on | Giugno 27, 2009 | No Comments

httpvhd://www.youtube.com/watch?v=jrfs9nMID-c

Asolo: le buche 9, 10, 11 e 12

Posted on | Giugno 21, 2009 | No Comments

Asolo Buca 9Nella buca 9 anche se il tee di partenza è stato arretrato, il par 5 non è lungo e con due buoni colpi si può raggiungere il green ed assicurarsi il birdie. E’ una buca mi sprona. Gioco il mio driver in draw e poi cerco il green con un ferro 2 oppure un fairway wood. Giocatore medio: per voi il par dovrebbe essere facilmente raggiungibile, fate solo attenzione a non giocare a destra il secondo colpo visto l’ostacolo d’acqua in agguato.

Asolo Buca 10Nella buca 10 il par 4 non è lungo: dal tee gioco un ferro due dal momento che non voglio cadere nel bunker posizionato in fairway a sinistra a circa 210 mt dall’inizio dell’area di partenza. Da quell’altezza ho Read more

Del Chervò pensavo molto meglio…

Posted on | Giugno 19, 2009 | No Comments

chervò foto aereaAdesso vi faccio morire d’invidia: sto giocando a golf come un pazzo. Anche quattro, cinque volte a settimana. E per questo tiratemi pure le orecchie, ve lo concedo, se ultimamente ho di conseguenza un po’ trascurato questo blog. Non lo farò più. Lo giuro. Anche se i giuramenti ormai ai giorni nostri valgono meno di un due di spade con briscola a danari. Il cavalier Berlusconi docet. O mi sbaglio? Spergiuri a parte, ho giocato al Paradiso del Garda (Peschiera), a Frassanelle (Padova), a Venezia(sempre il numero uno) e persino – udite udite! – a Ca’ della Nave (Martellago). Ovviamente a Villa Condulmer (il mio circolo) e, scollinando oltre i confini del Veneto, sono stato in Lombardia, all’Albenza (Bergamo) e al Chervò (San Vigilio-Pozzolengo, Brescia) e due volte in Friuli, a Fagagna (Udine), sempre in hit parade. Praticamente, finito il campionato di calcio e ora pure quello di basket, queste sono le mie vacanze che, se vanno bene alla mia terribile consorte, la mitica Tigre, non vedo perchè dovrebbero schifare voi, golfisti gelosi? E così in pochi giorni ho perso tre o quattro chili di troppo, mi sono abbronzato al punto da far paura a un moro e ho persino vinto una Pro Am a Frassanelle con Lele Lattanzi. Che volete di più? Lo so bene io cosa adesso vorreste da me: come minimo un voto sui campi sui quali ho recentemente sparacchiato a vuoto il driver. Mica sono scemo. Ho già tanta gente che mi guarda storto, cominciando da Valsanzibio (Padova), dove i soci, per la maggior parte ex vecchi gerarchi di provincia, seguono le direttive del nuovo regime e per questo non tollerano la satira e men che meno la minima critica. Figuriamoci allora se cado nel (vostro) tranello. Lo ripeto, mica son fesso. Però non sarebbe da me se mi mordessi la lingua e tacessi solo per il quiete vivere. Sia mai e così qualche giudizio, anche severo, ve lo regalo ugualmente. Per esempio non vi nego che il nuovo ventisette buche dei fratelli Chervò mi ha un po’ deluso. Me l’ero immaginato molto meglio e comunque non ha nulla a che vedere nel confronto con i vicini Gardagolf e Arzaga che sono di una qualità nettamente superiore. Ma è un campo giovane che si farà. Col tempo. Dicono sperando nel buon vento. In verità il disegno di Kurt Rossknecht non è male. Anzi. Specie delle seconde nove (percorso giallo) quando spesso entra in gioco l’acqua ai bordi del fairway. Però non vorrei che si facesse anche qui lo stesso discorso che sento da anni ormai ripetere sul conto di Ca’ della Nave del quale tutti parlano un gran bene, ma chissà perchè non ha neanche la metà dei soci di Villa Condulmer nonostante la quota associativa costi quasi la metà e la distanza da casa mia (il centro di Mestre) sia pure parecchio inferiore. Ci sarà qualcosa che non va. O no? Cominciando da qualche socio al quale, per scrivere un paio di righe caramellose sui giornali, si regala il green fee stagionale. E pure alla gentil signora…

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